La nostra storia

 

 

 

 

Il Club Basso Vicentino.

Intervista al presidente.


 

 

 

Storia del Club

Narrare la storia dell'"Inter Club Basso Vicentino" è narrare la passione di coloro che hanno tifato fin dall' infanzia per la squadra meneghina. Era il 1979, quando un gruppo di fedelissimi di San Germano dei Berici e Sossano, hanno unito le loro forze per dar vita al club che a 25 anni di distanza è il più grande della provincia, con oltre 330 soci. I membri che oggi ne fanno parte, giungono non solo da ogni parte della nostra provincia, ma anche dalle vicine Verona e Padova. Tanti nomi gloriosi sono passati dalle nostre parti: da Pacchetti a Lorenzi, da Serena a Paganin, Paul Ince...Il Presidente del Club, oltre ad avere stretti contatti con squadra e centro coordinamento, coordina tutti i club delle province di Vicenza e Verona. Periodicamente, il Club accede alla Pinetina.Di volta in volta, una delegazione di una decina di persone, accede agli spogliato, ricevuta dai massimi esponenti della squadra e dei giocatori.Quest’anno il Club è impegnato con l'Associazione "Pupi" di Javier Zanetti, per i bimbi argentini. La sede è a San Germano dei Berici, in via Roma.


 

 

Gustavo Ceolato

 

Intervista al presidente Gustavo Ceolato

 

Com'è nata la sua passione per l'Inter?

Sono nato nel '54, epoca in cui la grande Inter di Benito Lorenzi vinceva tutto nel mondo, da lì è nata questa fede che non cambierà mai.

Quali sono le difficoltà di gestione del Club?

Non ce sono, Ogni anno, viene pagata una quota di adesione, che sommata a quel che si riesce a ricavare ogni domenica assistendo in casa o in trasferta alle partite, rende possibile realizzare oltre alle manifestazioni programmate, opere di beneficenza.

Dimissioni di Moratti: ha lasciato la Presidenza ma non la proprietà. E' prima di tutto un tifoso. Perché è stato così contestato da una parte della tifoseria?

E' stato contestato da una parte della tifoseria perché non ha prodotto risultati sportivi come da tradizione storica della squadra, ha vinto una sola Coppa Uefa nel lontano 1997 e nient'altro.

I tifosi possono influenzare le sorti di una squadra?

Sì e no. Troppe società di calcio si fanno scrupolo dei tifosi fedelissimi: gli ultras, lasciando in disparte la tifoseria più pacifica, che è quella che poi contribuisce maggiormente. Sugli ultras ci sarebbe da aprire e chiudere una parentesi non piacevole di sport.

Quanto sono importanti i tifosi?

Sono una componente fondamentale per Una società che vuole avere seguito. Il tifoso inteso come sportivo, amante dei colori di una squadra è fondamentale, perché altrimenti i nostri stadi sarebbero vuoti, senza spettacolo, coreografia, dignità sportiva.

Cosa perde chi guarda la partita in tv?

Sicuramente il fascino, l'atmosfera, la coreografia, il rapporto che all'interno di uno stadio c'è tra varie tifoserie, il rapporto che c'è tra la tifoseria e la squadra. Questi sono tutti quei momenti che la televisione non ti concede.

Anche all'estero tifano per le squadre italiane: come mai?

Credo che il fenomeno calcio sia un fenomeno planetario e poi con i sistemi di informazione e comunicazione che ci sono oggi, tutti i Paesi della Terra vedono, subiscono, condividono e si appropriano del calcio.

Un tempo anche da noi, come in Gran Bretagna oggi, non esistevano le reti per accedere al campo di gioco. Cos'è cambiato dal calcio di una volta?

Credo che con il progresso socio economico dell'Italia negli ultimi 50 anni, ha fatto sì che da poveri siamo diventati ricchi, smarrendo per strada quei valori umani che oggi non possono più essere ripresi. Il consumismo crea disparità e differenze che poi sfociano nella violenza. Creando una situazione di non convivenza pacifica che porta certa gente a riversare tutto lo stress accumulatonell'arco della settimana allo stadio e questo è inconcepibile.

Il calcio è nel pallone?

Credo che nel mondo del calcio si stia intrufolando la politica più becera che non ha niente a che vedere con lo sport. Un sistema basato sulla violenza, sull'estremismo che sta cancellando quel luogo di sport genuino di una volta.

 

 

 


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